Alcuni momenti della manifestazione di protesta a Cagliari.

La Sardegna scende in piazza in un caldissimo giovedì di inizio luglio, contro la riforma della sanità regionale. Rovente non solo dal punto di vista metereologico, ma per il calore dell’energia sprigionata dalle migliaia di persone scese in piazza per manifestare il loro dissenso, contro i tagli nel settore sanitario.

 

 Cagliari: la Sardegna scende in piazza

Giovedì 6 luglio, in piazza costituzione a Cagliari l’appuntamento per il corteo della manifestazione organizzata dai sindacati Cgil Fp, Cils Fp e Uil Fpl, inizia a prendere forma. E saranno almeno 5.000 i manifestanti colorati e rumorosi, che vogliono gridare ad alta voce il loro dissenso, verso una riforma della sanità regionale, che prevede la riorganizzazione degli ospedali. Sul palco allestito sotto la sede del Consiglio regionale in Via Roma, si succedono diverse personalità da Fulvia Murru, (Uil Fp) al Presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, che ci ha rilasciato una breve intervista e alcuni sindaci dei paesi più a rischio a causa di questa riforma. Presenti anche diverse personalità del mondo polico come Claudia Zunchedu (Sardigna Libera).

 

Intervista ad Emiliano Deiana

      RSW-INTERVISTA-EMILIANO-DEIANA

 

La riforma, constestano i sindacati e gli adetti del settore sanitario,  prevede una riorganizzazione che punta principalmente a criteri di sostenibilità finanziaria e non alla sostenibilità sociale.

E ad essere più colpiti saranno i centri dell’interno e delle periferie, infatti sono diversi i sindaci presenti alla manifestazione, con due consigli comunali quello della Maddalena e di Ozieri, pronti a riunirsi sotto il palazzo della Regione. Anche l’Ogliastra, che è scesa in piazza diverse volte nell’ultimo anno per dire no ai tagli e alla chiusura dei presidi ospedalieri era presente con i loro rappresentanti a Cagliari.

In conclusione, oggi la piazza, la gente comune, i professionisti e tutti coloro che subiscono le scelte poco attente dell’amministrazione regionale, hanno fatto sentire forte la loro voce. E questo potrebbe essere solo l’inizio di una stagione di proteste, per salvare uno dei principi fondamentali del nostro Stato, il diritto alla salute.

 

Foto e audio a cura del team di Radio Sardegna Web.