Abbattere i muri dell’indifferenza per far passare un messaggio di pace e di tolleranza attraverso il teatro, quello senza troppe luci o schiamazzi e che si può trovare anche nelle periferie, questa è stata la scelta di Theandric nell’organizzare il primo festival di teatro e di cultura nonviolenta “Love Sharing“.

La manifestazione si è svolta a partire da lunedì 2 novembre per concludersi Sabato 7 sul palco di un teatro molto giovane, restaurato da poco e che si trova a Selargius, un centro a pochi chilometri da Cagliari che ha tra i suoi obiettivi anche quello di avvicinare le popolazioni dei paesi limitrofi alla centrale Cagliari, alla cultura del teatro.
Abbiamo parlato anche di questo con Karim Galici, direttore organizzativo del Festival nell’intervista che potrete ascoltare in cima a questo articolo.

Love Sharing è il primo festival organizzato dalla compagnia Theandric che ha avuto un finanziamento da parte de MIBAC, che ha riconosciuto la compagnia come “impresa di produzione teatrale” cosa non facile da ottenere per una prima edizione e per un contesto che potrebbe apparire poco visibile o meglio con poca visibilità.
Eppure Theandric ha ottenuto questo supporto che gli ha permesso di organizzare un festival che ha lanciato un messaggio forte, non una ricerca di pubblico per il semplice intrattenimento, ma la volontà di scuotere, di colpire, di far uscire le emozioni anche le più difficili da affrontare.

“Volevamo trasmettere messaggi e contenuti che fossero nonviolenti vista anche la situazione che stiamo vivendo: dall’esercitazione Trident nelle nostre coste alle guerre che abbiamo oltremare.”

Questi sentimenti si sono vissuti con lo spettacolo messo in scena dal gruppo Hidden Theatre che ha portato sul palco le storie dei rifugiati vittime della guerra e testimoni delle conseguenze che questa comporta.

Un foglio bianco con delle scritte fatte con la pittura rossa a cui gli spettatori sono stati invitati a mettere le mani e che rappresentavano i sogni spezzati di quelli che non ce l’hanno fatta, tutte le vittime dei naufragi, uomini, donne e bambini che nel tentativo di trovare una vita migliore e un porto sicuro hanno trovato invece la morte.
Uno spettacolo intenso a cui hanno assistito alcuni rifugiati che sono stati ospitati per l’occasione e che hanno avuto difficoltà ad arrivare alla fine, nel vedere la loro vita e quindi rivivere quelle tragedie che hanno vissuto sulla loro pelle prendere di nuovo forma.

“Credo che l’arte – e quindi il teatro – sia uno straordinario strumento di comunicazione e non soltanto veicolo di un fattore estetico.”

Ma non è poi questo il compito dell’arte? Quella che non si limita alla semplice evasione ma che vuole colpire, lasciare il segno, aprire un conflitto dentro di noi.
Love Sharing però non è stato solo questo, infatti sono stati diversi i momenti di gioco, di divertimento grazie alla presenza di spettacoli pensati per un pubblico più piccolo e quindi ci sono stati i giocolieri circensi e le favole di Esopo portate in scena dalla compagnia La botte e il cilindro.

Insomma un Festival per tutte le età che ci auguriamo possa ripetersi anche il prossimo anno, con la voglia di contribuire alla costruzione di un mondo migliore.

 

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